Trapianto: un argomento ancora difficile in Italia,
un tema controverso e discusso per la mancanza d’informazione
corretta, per la scarsa sensibilizzazione, per una
legislazione poco divulgata. Mentre migliaia di uomini,
donne e bambini attendono un trapianto che possa dar
loro una nuova vita. ANED si impegna da anni a vari
livelli per cercare di migliorare la situazione, per
eliminare i dubbi e far crescere la solidarietà.
Questo pieghevole è uno dei tanti modi per
cominciare ad avere idee più chiare su cos’è
un trapianto e dare la propria adesione in base alla
più recente norma di legge.
Cos’è un trapianto?
Il trapianto è la sostituzione di un organo
non funzionante con un organo sano, prelevato o da
un donatore consanguineo vivente (solo per rene e
parte del fegato) o da una persona deceduta, e rappresenta
l’unica vera cura disponibile per un numero crescente
di persone affette da insufficienza irreversibile
renale, cardiaca, polmonare, epatica o pancreatica.
L’esperienza acquisita ed i grandi passi della medicina
consentono ai trapiantati di vivere molti anni e con
una qualità della vita che nessun’altra terapia
può assi curare: oltre la metà dei pazienti
ha ancora organi trapiantati funzionanti a distanza
di 15 o più anni.
Quando e da chi si può
prelevare.
Il prelievo da cadavere può essere eseguito
su persone vittime di incidenti mortali o decedute
per lesioni cerebrali (emorragia, tumore cerebrale
primitivo ecc.) in assenza di malattie. Ci sono limiti
di età (intorno ai 55-65 anni di età)
per cuore, polmoni e pancreas; nessun limite per reni
fegato e cornee.
Come si stabilisce con certezza
la morte di un individuo?
C’è una sola morte: quella cerebrale. Infatti
la cessazione della funzione cardio-respiratoria non
ha i caratteri della irreversibilità: essa
può essere ripristinata con il massaggio cardiaco
e con la ventilazione polmonare. Solo il rilievo della
cessazione totale e irreversibile della funzione cerebrale
costituisce il metodo sicuro per accerta re la morte
di un individuo.
Coma e morte cerebrale sono
la stessa cosa?
Oggi la distanzio ne tra corna e morte cerebrale è
di assoluta certezza. È dunque impossibile
prelevare organi a pazienti ancora vivi anche se in
stato di incoscienza profonda.
E la legge cosa dice?
I criteri per la diagnosi di morte cerebrale sono
rigidamente fissati dal DM 582/1994, attuativo della
legge 578/1993, che prevede,dopo l’accertamento di
morte, un periodo di osservazione della salma di almeno
6 ore da parte di un collegio di tre medici. Le disposizioni
in materia di trapianti di organi e tessuti sono regolati
dalla recente Legge 1 aprile 1999,n°91, che garantisce
il rispetto della volontà espressa in vita.
In attesa dell’attivazione di un sistema informativo
centrale che raccolga e metta a disposizione delle
strutture sanitarie le dichiarazioni di volontà
di tutti i cittadini, la legge prevede che non si
può procedere al prelievo solo se c’é
opposizione scritta del soggetto. I parenti vengono
interpellati e, se non risulta una volontà
favorevole sui documenti personali, possono opporsi
per iscritto. Non lasciare i tuoi cari nell’angoscia
di dover interpretare la tua volontà in un
momento così doloroso, ma affronta il discorso
insieme a loro ed esprimi la tua opinione.
Il pensiero delle religioni.
In varie occasioni il Papa si è pronunciato
a favore della donazione degli organi. Il Catechismo
della Chiesa Cattolica recita “ Il dono gratuito di
organi dopo la morte è legittimo e meritorio
”. Per il rabbino Luciano Caro “ la vita è
un dono di Dio... e ognuno non è padrone assoluto
del proprio corpo. Di fronte alla necessità
di salvare una vita umana tutti i divieti diventano
secondari ”. Per il Codice Islamico la donazione d’organi
è un grande gesto di carità e risponde
perfettamente alla volontà di Dio.